• Registrati
  • Accedi
  • Iscriviti alla Newsletter
  • I miei corsi

logo-aifos-payoff.png
 
  • HOME
  • ASSOCIAZIONE
  • REGISTRI
  • FORMAZIONE
  • CATALOGO FORMATIVO
  • EVENTI
  • NEWS
  • CONTATTI
  • AREA RISERVATA SOCI
  • ISCRIZIONI - RINNOVI
 
  • Mondo Aifos
    • Le nostre attività
    • CFA e soci
    • Noi e voi
  • Approfondimenti
    • Documenti
    • Interventi e commenti
    • Europa e mondo
  • Normativa
  • Pubblicazioni
    • Quaderni
    • Editoria Aifos
    • Libri segnalati
  • Dicono di noi

/ News / Mondo Aifos / Le nostre attività

26 ottobre 2026

Le nostre attività

Caporalato digitale

L'intervento di Maria Frassine, Direttore Generale, e Nicola Corsano, Consigliere nazionale Aifos, presentato il 21 ottobre agli Stati Generali Salute e Sicurezza sul lavoro

Caporalato digitale

FAI CLIC QUI PER SCARICARE IL CONTRIBUTO IN FORMATO PDF

Caporalato digitale: criticità e proposte

Il caporalato digitale rappresenta una delle nuove sfide per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. L'utilizzo delle piattaforme digitali ha introdotto nuove modalità di organizzazione delle attività, nelle quali il lavoratore può operare in autonomia apparente, ma all'interno di un sistema che assegna incarichi, definisce priorità e può incidere sui ritmi di lavoro.

In questo intervento, ci soffermeremo su temi legati alla formazione, focus della nostra associazione.
La formazione, infatti, rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione, ma deve essere realmente compresa, contestualizzata e applicabile.

Sono due le principali criticità che abbiamo riscontrato con riferimento specifico alla gestione dei lavoratori tramite piattaforme di food delivery o il trasporto merci:

  1. la grande presenza di lavoratori stranieri e la conseguente formazione efficace di questi lavoratori;
  2. i rischi connessi ai mezzi utilizzati per le consegne e la formazione specifica.

L’efficacia della formazione alla sicurezza per i lavoratori stranieri

Un primo elemento di criticità riguarda la grande presenza di lavoratori con competenze linguistiche e culturali differenti. La normativa sulla sicurezza richiede che la formazione sia comprensibile ai destinatari, ma nella pratica dobbiamo interrogarci sull'effettiva capacità del lavoratore di comprendere le informazioni ricevute. Nella recente indagine condotta da Aifos  “Salute e sicurezza sul lavoro dei lavoratori stranieri in Italia”, realizzata coinvolgendo 396 tra formatori, RSPP/ASPP, consulenti e altri professionisti della salute e sicurezza sul lavoro, la barriera linguistica emerge come uno dei nodi principali. L’81% dei rispondenti ritiene che la scarsa conoscenza della lingua italiana rappresenti un ostacolo “molto” o “moltissimo” rilevante alla formazione sulla salute e sicurezza. Ma alla consapevolezza del problema non corrisponde ancora una dotazione adeguata di strumenti.

Un lavoratore che partecipa a un corso, ma non comprende adeguatamente ciò che viene spiegato, è un lavoratore che rischia di rimanere senza gli strumenti necessari per proteggersi. Non è sufficiente tradurre una dispensa o distribuire materiale informativo. Occorre progettare percorsi formativi che prevedano linguaggio semplice, immagini, video, dimostrazioni pratiche e verifiche dell'apprendimento realmente accessibili. La formazione deve essere adattata alle persone, non possiamo pretendere che siano sempre le persone ad adattarsi a un unico modello formativo.

La formazione sui rischi connessi ai mezzi utilizzati per le consegne e le difficoltà organizzative

Vorremmo richiamare un'esperienza professionale maturata alcuni anni fa, quando Aifos ha organizzato un intervento formativo sulla sicurezza stradale rivolto a lavoratori impegnati nelle consegne a domicilio attraverso una piattaforma digitale. L'attività era stata progettata per affrontare i rischi concreti di questa professione. Partivamo da un concetto molto semplice: per un rider la strada non è soltanto un luogo di transito, ma rappresenta il suo ambiente di lavoro. Sono stati affrontati i rischi della circolazione, la distrazione, la stanchezza, le condizioni meteorologiche, la visibilità e la percezione del pericolo. Attraverso alcune brevi esercitazioni si è cercato di far comprendere come l'attenzione possa diminuire e quanto sia facile sottovalutare situazioni di rischio. Questa esperienza dimostra che è possibile costruire una formazione specifica, concreta e vicina alla realtà lavorativa dei rider. Ma ci porta anche a una riflessione: formare il lavoratore al comportamento sicuro è necessario, ma non sufficiente.

Oggi le consegne possono essere effettuate con biciclette muscolari, biciclette elettriche, ciclomotori e, laddove consentito, altri mezzi di micromobilità, come i monopattini. Ogni mezzo presenta rischi differenti che richiedono misure preventive appropriate. Pensiamo alla manutenzione dei freni, all'illuminazione, alla visibilità nelle ore serali, al trasporto dei carichi o alla circolazione con pioggia e scarsa aderenza. A questi fattori si aggiungono l'utilizzo dello smartphone, le indicazioni del navigatore e l'eventuale pressione legata ai tempi di consegna. Il rischio stradale, quando la strada è il luogo nel quale si svolge l'attività lavorativa, deve essere considerato parte integrante della prevenzione aziendale.

 

Non possiamo limitarci a raccomandare prudenza: occorrono informazione, formazione specifica e condizioni operative coerenti con la sicurezza.

Le proposte di Aifos

Da queste considerazioni possano emergere tre proposte concrete:

  1. promuovere percorsi formativi multilingue, accessibili e basati sulla verifica effettiva della comprensione, soprattutto per i lavoratori che hanno difficoltà con la lingua italiana e integrare la dimensione culturale nella formazione.
  2. sviluppare moduli pratici dedicati alla mobilità sicura per chi utilizza biciclette, mezzi elettrici e altri veicoli nell'attività lavorativa, prevedendo contenuti specifici in funzione del mezzo utilizzato e dei rischi effettivamente presenti.
  3. estendere la cultura della prevenzione a chi organizza il lavoro, affinché le modalità di assegnazione delle consegne, i tempi e i sistemi di incentivazione siano valutati anche rispetto alle possibili conseguenze sulla sicurezza.
    Dall’indagine Aifos già richiamata emerge come sia fondamentale, dal punto di vista organizzativo, rafforzare i canali attraverso cui i lavoratori possono segnalare problemi e infortuni. Particolare attenzione, inoltre, viene suggerita per le mansioni maggiormente esposte al rischio e per le condizioni contrattuali dei lavoratori stranieri.

Conclusioni

Non possiamo chiedere a un lavoratore di adottare comportamenti sicuri se l'organizzazione del lavoro non gli consente concretamente di metterli in pratica. La sfida non è soltanto formare più lavoratori, ma formarli meglio, verificare che abbiano compreso e creare le condizioni affinché possano utilizzare davvero le competenze acquisite.

È su questo terreno che Aifos, attraverso la propria esperienza nella formazione e nella prevenzione, può offrire un contributo concreto. Perché la sicurezza non si misura soltanto dalla formazione erogata, ma dalla capacità di trasformare quella formazione in comportamenti e condizioni di lavoro realmente sicuri.

FAI CLIC QUI PER SCARICARE IL CONTRIBUTO IN FORMATO PDF

Associazione

Chi siamo

Servizi ai soci

Registri professionali

Servizi assicurativi e legali

Documenti Ufficiali

Domande Utili

Formazione

Corsi qualificati per Formatori

E-Learning

Supporti didattici

Informativa Corsisti

Eventi

Convegni Aifos

Materiali convegni

Videogallery

News

Quaderni

Editoria

Comunicati stampa

La normativa sulla sicurezza

Interventi e commenti

Policy

Politica Qualità

Politica per la protezione dei dati personali

 

logo-fondazione-aifos-payoff.png

image
Associazione certificata
Sistema Gestione Qualità 9001

Sportello_di_garanzia.png

Aifos - Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro
25123 Brescia, c/o CSMT Università degli Studi di Brescia - Via Branze, 45
Tel 030.6595031 - Fax 030.6595040 | C.F. 97341160154  - P. Iva 03042120984

Privacy - Cookies Policy - Gestione segnalazioni-whistleblowing

image  image  image  image  image  image  image  icon_whatsapp.png

Accettazione e gestione Cookie per il nostro sito

Il sito utilizza cookie tecnici, ci preme tuttavia informarti che, dietro tuo esplicito consenso espresso attraverso cliccando sul pulsante "Accetto", potranno essere installati cookie analitici o cookie collegati a plugin di terze parti che potrebbero essere attivi sul sito.

Accetto
 
Non accetto