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24 marzo 2026

Interventi e commenti

Con il passo giusto

Nel tempo delle grandi transizioni, Aifos non può restare confinata al solo ruolo di attore della sicurezza. Non si tratta di aggiungere un’etichetta ESG alla formazione, ma decidere di orientare. Dare struttura a nuove competenze. Offrire metodi. Costruire lessico nuovo per la propria comunità.

Contributo a cura di Giuseppe Marino, Consigliere nazionale Aifos

Con il passo giusto

L’espressione “Non abbiamo un Pianeta B” quando si parla di sostenibilità è uno slogan ripetuto così tante volte negli ultimi anni che ha perso la sua forza comunicativa originale.

Eppure, se lo si guarda da una prospettiva poco ideologica, racconta qualcosa di molto simile a ciò che Aifos sostiene da anni nel mondo della salute e sicurezza sul lavoro: quando si devono affrontare temi decisivi, esiziali, le scorciatoie, le semplificazioni sono solo un’illusione: o si cambia paradigma, oppure si è destinati ad accompagnare consapevolmente declino e gestione dei danni.

È evidente che, nel tempo delle crisi ambientali, delle disuguaglianze e delle grandi transizioni, Aifos non può restare confinata al solo ruolo di attore della sicurezza.

Non si tratta di aggiungere un’etichetta ESG alla formazione, ma decidere di orientare. Dare struttura a nuove competenze. Offrire metodi. Costruire lessico nuovo per la propria comunità.

Non si tratta di aggiungere complessità inutile ad un settore che ne ha già molte, ma di costruire un ponte culturale tra prevenzione e visione e tra nuovi lavori e nuove competenze.

Aifos vuole diventare, nel tempo, un’infrastruttura culturale. Il luogo dove imprese, professionisti e formatori trovano un impianto credibile all’interno del quale la sicurezza rimane centrale, ma amplia lo sguardo alle fragilità sistemiche ambientali, sociali, organizzative che incidono fortemente sulla qualità del lavoro e sulla continuità aziendale.

Non è un cambio di identità. È un’estensione coerente della stessa natura di Aifos.Inizio modulo

Una scelta necessaria

Negli ultimi anni la sostenibilità è uscita dal recinto della comunicazione ed è entrata nel cuore della gestione delle organizzazioni. Energia, materie prime, filiere, eventi climatici, disponibilità di competenze, aspettative sociali e quadro normativo non sono più capitoli paralleli: sono variabili che incidono su budget, pianificazione, contratti e continuità operativa ed hanno un effetto diretto su ciò che Aifos conosce bene: la qualità del lavoro, la sua sicurezza, la capacità delle organizzazioni di prevenire invece di rincorrere.

In questo passaggio storico, Aifos, da sempre tra gli attori più solidi nella formazione e nella diffusione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro, si trova davanti a una domanda che non è più eludibile: può la prevenzione e la tutela della salute e della sicurezza delle persone restare circoscritta ai rischi “tradizionali”, quando il contesto che li genera sta cambiando?

La risposta che matura nella comunità di imprese, professionisti e formatori che ruota attorno all’associazione non è un semplice “sì” o “no”. È piuttosto una presa d’atto: oggi il “sistema sicurezza” non può più essere inteso come un insieme di adempimenti e procedure, né come un ambito separato dall’evoluzione del lavoro. Prevenire significa anticipare. E anticipare significa dotarsi di lenti più ampie, capaci di leggere le interdipendenze: tra ambiente e continuità operativa, tra dimensione sociale e organizzazione, tra governance e credibilità, tra competenze e trasformazioni tecnologiche.

È dentro queste dinamiche che si colloca la scelta di Aifos di assumere un ruolo più attivo nella promozione della sostenibilità e dei principi dello sviluppo sostenibile.

Diventare un attore della sostenibilità, per Aifos, non significa limitarsi ad “organizzare formazione” su nuovi temi, tutt’altro. Significa orientare una comunità, offrire strumenti per interpretare nuovi scenari, costruire connessioni fra ciò che accade nelle organizzazioni ogni giorno e le grandi transizioni che stanno ridisegnando mercati e professioni. In sostanza, fare sulla sostenibilità ciò che Aifos ha sempre fatto sulla sicurezza: costruire cultura, metodo e visione.

Un nuovo presidio editoriale

Da questa scelta strategica nasce la rubrica dedicata alla sostenibilità: un presidio editoriale nella nuova newsletter. Non uno spazio di opinione, ma un punto di attenzione costante per leggere le trasformazioni prima che diventino emergenze.

Un radar, più che un pulpito. Uno spazio continuativo in cui costruire un lessico condiviso e, soprattutto, un modo comune di leggere ciò che sta accadendo, perché la sostenibilità non venga “predicata”, ma praticata come chiave interpretativa.

Un luogo in cui la sostenibilità viene decifrata con lo sguardo Aifos: pragmatico, orientato alle conseguenze, ancorato alla concretezza dei contesti ed alla capacità di anticipare. Una rubrica che dà continuità ad una lettura che non separa prevenzione e visione, rendendo la sostenibilità comprensibile, praticabile e verificabile anche per chi opera ogni giorno in ambito salute e sicurezza.

L’obiettivo è accompagnare una comunità professionale dentro un passaggio storico in cui le competenze non servono più soltanto a “fare bene”, ma a reggere il cambiamento. Perché sostenibilità e sicurezza, in fondo, parlano la stessa lingua: persone, sistemi complessi, scelte che producono conseguenze, responsabilità che non possono essere delegate. Entrambe mettono in crisi l’idea, ancora diffusa, che si possa creare valore ignorando gli impatti collaterali. Ed entrambe chiedono la stessa cosa, la più scomoda: pensare prima di agire, non dopo.

Se questa rubrica vuole avere un ruolo reale, deve anche chiarire che cosa non è: non il luogo delle risposte facili, né uno spazio divulgativo semplificato. Piuttosto, il megafono delle domande giuste. Non un rifugio rassicurante, ma un punto di frizione intellettuale. Perché essere più sostenibili significa uscire dalla comfort zone e rivedere modelli, abitudini e priorità.

Ed in questo contesto anche la sicurezza è chiamata ad abitare una complessità permanente e per farlo è necessario che assuma una postura esigente, capace di governare nuovi impatti. È anche su questo campo che oggi si gioca la sua credibilità e la sua capacità di continuare a restare centrale nelle trasformazioni del lavoro.

Da qui in avanti

In definitiva, tenere il passo giusto non è una questione di velocità, ma di direzione e di aderenza al terreno.

Aifos ha costruito negli anni credibilità perché ha dato alla sicurezza una grammatica: competenze, metodi, responsabilità. Oggi la sostenibilità chiede lo stesso lavoro culturale, con la stessa serietà su un terreno fatto di passaggi che incideranno sul lavoro reale e sulla continuità delle imprese.

Non si tratta di spostare il baricentro, ma di renderlo più stabile rafforzando la capacità delle organizzazioni di leggere il contesto, anticipare gli effetti delle proprie scelte e governare una complessità che non è più episodica, ma strutturale.

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